mercoledì 14 novembre 2007

IL CALCIO preso.....a CALCI - UN GIORNO DI STRAORDINARIA FOLLIA.





Dopo la morte del tifoso laziale Gabriele SANDRI, in un area di servizio dell'autostrada nei pressi di Arezzo, il calcio è stato messo di nuovo all'angolo con tutte le sue contraddizioni; è lo scotto che si paga a causa della popolarità che riesce ad interessare ed unire la collettività.



IL FATTO


Tutto avviene per un accesa lite tra meno di una dozzina di persone a causa, così si dice, di qualche complimento non troppo galante su una ragazza di una comitiva (4 persone) da parte di altri giovani (5). Qualche occhiataccia, insulti e pochi spintoni e lancio di una lattina di bibita vuota. L'arrivo della polizia, nell'area di servizio antistante, il suono delle sirene e di nuovo tutti nelle due macchine per riprendere il viaggio. Il tutto finito in poco tempo, ma un poliziotto decide che sia il caso di usare la pistola e spara due colpi, una pallottola colpisce il deflettore di una macchina e uccide uno dei giovani che erano a bordo, intanto l'altra macchina si dilegua e ancora oggi viene cercata.


Una forte responsabilità del poliziotto, un tragico errore e non una fatalità.


E il calcio in tutto questo che c'entra?


Fatalità vuole che i due gruppi erano tifosi della Juventus e della Lazio e viaggiavano per raggiungere gli stadi ed assistere agli incontri della loro squadra, ed allora? C'è qualcosa che non torna.


DECISIONI e INFORMAZIONE


I fatti accadono subito dopo le 9 di domenica 10 Novembre, le prime notizie intorno all 12 e riferiscono di un rissa tra due bande di tifosi, di un colpo di pistola che aveva ucciso un tifoso, ma a questo punto è difficile immaginare che le autorità di polizia non sapessero.Iniziano le consultazioni, le autorità sportive chiedono il rinvio di tutte la gare mentre i vertici dell'osservatorio sono dell'avviso di far giocare. Nel frattempo i primi tifosi sono già sugli spalti, mentre gli altri sono nei pressi. Si cerca di capire, si teme la reazione dei tifosi, la decisione non è facile,anzi tutto altro, comunque qualcosa bisogna fare e si decide di rinviare INTER-LAZIO e di far iniziare le altre con 10 minuti di ritardo per ricordare Gabriele Sandri. A questo punto le Agenzie cominciano a raccontare i fatti, inizia il tam-tam di sms e monta la protesta. Questa parte da Bergamo durante la gara ATALANTA-MILAN e non poteva essere diversamente vista la fama dei tifosi bergamaschi, la gara viene dapprima sospesa e poi interrotta su giudizio delle autorità di pubblica sicurezza legittimata a stabilire se vi sono le condizioni di ordine pubblico. La protesta si estende sugli altri campi contro gli uomini della polizia da sempre considerati antagonisti dei tifosi e baluardo di difesa per il rispetto della sicurezza dei cittadini che vogliono vivere, rispettando le regole del vivere civile. A sera, con incomprensibile ritardo, viene rinviata la gara ROMA-CAGLIARI quando molti tifosi avevano raggiunto lo stadio, e qui, l'inverosimile, delinquenti pseudo laziali e romanisti insieme scatenano una guerriglia con assalto alle caserme delle forze dell'ordine. Follia pura. Come se questo gruppo di violenti fosse pronto e aspettava solo il pretesto per ingaggiare una lotta con i poliziotti, e quindi sfogare la rabbia, l'insofferenza e la loro imbecillità contro il sistema Paese.


E il calcio cosa c'entra? Ci deve essere sempre qualcosa che non torna.


LE COLPE. Iniziano i dibattiti delle trasmissioni di radio e televisioni,tutte,che vedono impegnati giornalisti, politici, dirigenti sportivi ed altri soggetti, si fa sfoggio di conoscenze ,esperienze e inviti alla saggezza, il tutto tra tante banalità e qualche riflessione e indicazione giusta. Si è detto: utilizziamo il modello inglese senza tener conto che il nostro paese non ha stadi moderni, leggi adeguate e soprattutto un sistema diverso; si deve fermare il calcio e possiamo essere d'accordo se bastasse solo questo per risolvere il problema; e indispensabile dare segnali forti senza dire quali; si è dimostrata insensibilità non rinviando tutte le gare senza tener conto che in altre occasioni questo è stato fatto con maggior tempo a disposizione e con la chiarezza degli eventi accertati; non è stato fatto nulla dimenticando il decreto Amato, le decisioni dell'osservatorio e le tante gare a porte chiuse, i biglietti nominativi, i tornelli , gli steward etc.., certo si può e si deve fare di più; il calcio è marcio senza tener conto del doping nel ciclismo, le scommesse su incontri truccati nel tennis, della spystori della formula Uno, delle decisioni sui tesseramenti del Basket e ci fermiamo qui perché può bastare. No proprio non ci siamo c'è sempre qualcosa che non torna, forse troppo amore o odio per questa disciplina. Il Calcio ha le sue colpe, non ha saputo frenare quei dirigenti che hanno: trasformato una disciplina sportiva in un business; si sono avvalsi delle leggi dello stato che gli ha consentito la trasformazione delle società sportive in società con scopo di lucro con bilanci inadeguati e poco controllati dalle autorità preposte; che hanno sostenuto le tifoserie, servendosene prima e non avendo poi la forza per poter resistere ai ricatti. Detto questo non bisogna dimenticare gli investimenti nel calcio di molti presidenti che hanno permesso al nostro paese di vincere importanti trofei e alla nazionale di diventare Campione del Mondo per la quarta volta.


CONCLUSIONI .E' nostra opinione che bisogna applicare e far rispettare le leggi che ci sono, intensificare l'azione di controllo e vigilanza, e non solo nel calcio, far sì che le società sportive, le autorità sportive e quelle di governo dialoghino di più alla ricerca di soluzioni che non penalizzino i veri appassionati del calcio ed evitino ai delinquenti comuni di frequentare gli stadi e magari finire in galera, con certezza della pena. Inoltre da tempo si dice che questi delinquenti sono conosciuti dalle società sportive e dalle autorità di polizia, se ciò fosse vero, bisogna far di tutto per prenderli costringendoli a passare le domeniche nei commissariati o quando meno escogitare un sistema che possa controllarli e tenerli lontano dagli stadi, rovinandogli le domeniche e per favore una volta per tutte stabiliamo cosa significa rispettare i diritti umani e cos'è la delinquenza. Altrimenti in futuro ci sarà sempre qualcosa che non torna e il cerchio non si chiude.

















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